sabato 24 ottobre 2009

Castagnata Stiana


Torna un evento immancabile a Stia sabato 7 e domenica 8 novembre 2009: la tradizionale Castagnata Stiana, una giornata dedicata alla riscoperta delle tradizioni e della gastronomia della montagna casentinese.

La castagnata è una festa dedicata alla regina dell'autunno che in passato ha costituito la principale fonte di sostentamento per la gente del Casentino. Nei caratteristici angoli del paese, sarà possibile degustare piatti a base di castagne in un itinerario gastronomico che va dalle classiche "bruciate", alle ballotte, alla polenta, al baldino, alle frittelle e al montebianco. Il tutto accompagnato da vin brulè, vin santo e da tanta musica.

Amici dell'Asino in Casentino

Di seguito vi riporto una segnalazione fatta da Marta approposito della loro iniziativa che svolge in Casentino: "gli amici dell'asino".
Ecco come descrivono la loro attività.

Le nostre attività sono rivolte a tutti coloro, grandi e piccoli,
che amano la natura e gli animali, o che vogliono
cogliere l’occasione per conoscere l'asino e il suo simpatico
mondo, imparare ad amarlo e rispettarlo.
Per le famiglie proponiamo tanti giochi per i bambini e attività
all’aria aperta, da fare anche in compagnia dei genitori, nel parco
verde della nostra asineria, o nella fantastica campagna casentinese,
in sella ai fedeli asinelli alla scoperta di un borgo medievale, in completo
relax e tranquillità. Le attività e i programmi possono essere adattati
alle esigenze di chiunque.
Conosci l’asino? La passione per un animale da
tempo dimenticato che “Gli Amici dell’Asino
vogliono aiutare a riappropriarsi del suo spazio e
ruolo : un amico nuovo e un fedele collaboratore,
per chi è curioso di scoprire un Casentino nascosto,
fuori degli schemi escursionistici comuni,
senza fretta !
“Gli Amici dell'Asino” sono i primi in Casentino a progettare, proporre e realizzare
trekking someggiati con asini, di durata e difficoltà variabili, per bambini, ragazzi
ed adulti. Il nostro personale, inoltre, offre a tutte le strutture presenti sul territorio
un servizio di guide escursionistiche professionalmente qualificate, per dare ai propri
clienti l’opportunità di una vacanza diversa e originale.

Per informazioni: 320 0676766 (Marta) / 328 193 3784 (Fabio) oppure visitate il sito www.gliamicidellasino.it

martedì 13 ottobre 2009

Alla scoperta dei luoghi sacri Etruschi del Casentino

E’ stato presentato il convegno che si terrà sabato 17 ottobre a Soci . L’iniziativa è stata promossa dalla Commissione V del Consiglio regionale nell’ambito del progetto che ha lo scopo di valorizzare il territorio attraverso i percorsi dell’archeologica

Capire il senso del sacro degli Etruschi, conoscere e far conoscere i loro luoghi sacri presenti in Casentino. È questo, come ha sottolineato il presidente della commissione Cultura del Consiglio regionale, Enzo Brogi, l’obiettivo di “Hinthial. Il sacro in terra d’Etruria”, il convegno che si terrà sabato 17 ottobre presso il Centro Convegnistico Villa “La Mausolea” di Soci, nel comune di Bibbiena (Ar). Il convegno, presentato in Consiglio regionale, è stato organizzato organizzato dalla commissione cultura del Consiglio regionale con la collaborazione di Casentino Sviluppo e Turismo, Archeologia Viva, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e dell’Umbria, i Musei di Cetona, Chianciano, Sarteano, Castiglion Fiorentino, Cortona, la Provincia di Arezzo, le APT di Arezzo e Chianciano Terme. A margine del convegno, inoltre, è in programma una cena etrusca (alla quale si potrà partecipare su prenotazione e a pagamento), mentre domenica 18 ottobre alle ore 9 è in programma la visita al Lago degli Idoli a Pieve a Socana nel comune di Castelfocognano, che rappresenta il luogo sacro per eccellenza degli Etruschi in Toscana. Anche in questo caso è necessario prenotarsi contattando la segreteria dell’organizzazione.
Hinthial, ha aggiunto Brogi, “è l’ultima tappa di un percorso di riscoperta del mondo etrusco e, in particolare, di alcune particolarità di questa civiltà che ha segnato la gran parte del nostro territorio regionale”. L’iniziativa di sabato prossimo, infatti, arriva dopo quelle realizzate a partire dal 2007: Larthia: la vita di una donna al tempo degli Etruschi (settembe 2007), Gli Etruschi e l’Agricoltura (settembre 2008), Il mare degli Etruschi (settembre 2009) La scelta del Casentino non è stata casuale, perché si tratta di una zona “che non solo ha visto la presenza di luoghi sacri di epoca etrusca, ma è rimasta punto fondamentale per la civiltà cristiana in epoca medievale e anche ai giorni nostri nostri”.

lunedì 5 ottobre 2009

Casentino: terra di arte e cultura

Girellando per il web ho trovato questo articolo che parla del Casentino...

Un lembo di Toscana tutto da scoprire

Il Casentino non a caso è considerato una delle più belle vallate della Toscana. Il territorio si estende per circa 700 Kmq ai confini con Firenze, con la provincia di Forlì-Cesena e con la Valtiberina Toscana (Arezzo).


Terra di castelli, pievi romaniche, luoghi danteschi e paesaggi spirituali, il Casentino si compone di undici comuni, tutti con una loro storia. Tra questi spicca Poppi, nelle cui vicinanze si combatté, l’11 giugno 1289, una delle battaglie più cruente della storia, quella di Campaldino tra Guelfi e Ghibellini, a cui prese parte anche il sommo poeta Dante Alighieri, allora ospite presso il Castello dei Conti Guidi.

Con la sconfitta di questi ultimi nel 1440 ad Anghiari, il Casentino passò ai Medici di Firenze e poi ai Granduchi di Toscana. Importante, nella valle, è la presenza dell’Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo nel 1012, e del Santuario Francescano della Verna, fondato da San Francesco d’Assisi nel 1213, luogo in cui il Santo ricevette le Stimmate il 17 settembre 1224.

Casentino: la suggestione del bosco

All’interno dei due santuari su trovano importanti opere d'arte come le maioliche dei Della Robbia e opere dell’aretino Giorgio Vasari, architetto degli Uffizi a Firenze. Altri artisti locali sono Guido Monaco, inventore del pentagramma musicale, e lo scultore Michelangelo Buonarroti.

La Pieve di Romena è un altro baluardo storico casentinese. Dedicata a San Pietro e costruita nel 1152, la Pieve vanta una citazione nel trentesimo canto dell’Inferno. Il castello adiacente a San Pietro ha ospitato invece Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse. Proprio qui, il poeta nel 1902 scrisse il libro III delle Laudi, che fa parte della raccolta Alcyone. I principali monumenti architettonici di questa valle hanno un’origine religiosa; la loro concezione si inserisce armoniosamente nell’ambiente naturale, agreste o silvano: linee, volumi, materiali, armonizzano con il verde cupo dei boschi, lo smeraldo dei prati, il rosso bruno della terra lavorata o il grigio della roccia.

Le Pievi romaniche del Casentino si distinguono per lo stile sobrio, le linee semplici e le decorazioni ingenue, ma anche per la ricchezza di significati allegorici, come i capitelli di Stia, di Romena e di Strada. In questa valle già in età preistorica erano presenti insediamenti di culture paleolitiche che hanno restituito numerosi manufatti. Per chi desidera visitare il Casentino gli itinerari possibili sono molti, ognuno con una peculiarità, talora ambientale o storica, oppure archeologica o antropologica. Tra i luoghi più interessanti le terme romane di Cetica, i luoghi dell’arte della lana a Stia; i carbonai di Montemignaio.

La cultura di epoca romana è riscontrabile nei ritrovamenti del complesso termale del Domo, nel comune di Bibbiena. Da scavi archeologici effettuati negli anni 1987-1990 sono venute alla luce diverse strutture: un’antica discarica, pavimentazione in ciottoli di arenaria locale, una vasca in calcestruzzo, strutture con muri in pietra e calce e pavimentazione in cocciopesto, una struttura termale. Ogni luogo merita una visita, una full immersion nella cultura e… nell’anima.




giovedì 1 ottobre 2009

Solidarietà in Casentino

Sabato 3 ottobre allo stadio comunale di Soci in campo ragazzi del settore giovanile della Virtus Archiano e degli istituti di assistenza della provincia.
Segnare un goal all'indifferenza. E' questo l'obiettivo della giornata organizzata dalla Polisportiva Virtus Archiano sabato 3 ottobre allo stadio Comunale di Soci, in collaborazione con Provincia di Arezzo, Comunità Montana del Casentino, Comune di Bibbiena e settore giovanile e scolastico della FIGC di Arezzo. Sarà organizzato un mini torneo di calcetto con squadra composte di sette giocatori nelle quali saranno fianco a fianco i ragazzi del settore giovanile della Virtus Archiano con quelli provenienti da diversi istituti presenti nel territorio provinciale quali l’Istituto "Madre della divina Provvidenza" di Agazzi con sede ad Arezzo, il centro diurno "Il pesciolino rosso" di Pratovecchio, il gruppo "All Stars" e la cooperativa Electra di Arezzo, il Work 2000 di Cortona e il centro diurno Tangram di Rassina. Il regolamento per lo svolgimento delle partite è quello dello "special Olympics", con squadre composte da 4 ragazzi degli istituti di assistenza e da 3 del settore giovanile della Virtus. L'inizio della manifestazione è prevista per le 10, quando ci sarà la presentazione della giornata ed il calcio d'inizio ufficiale del torneo che sarà affidato a Francesco Graziani, campione del mondo e, come sempre, anche di generosità che ha risposto all'appello degli organizzatori accettando il ruolo di testimonial della giornata. La prima fase del torneo sarà seguita in diretta da Radio Italia 5, con la radiocronaca di Luca Caneschi. Alle 12.30 è previsto il pranzo e alle 15 ci saranno le finali del torneo alla cui conclusione seguirà la premiazione a partire dalle 16.30. "Lo scopo di questa giornata - spiega il Presidente della Virtus Archiano Silvano Agostini - è quello di far divertire e promuovere l’integrazione sociale tra giovani del nostro settore giovanile e ragazzi con problemi di disabilità, farli star bene insieme, all’insegna della spensieratezza ispirata dal gioco. Dal punto di vista umano e sociale è volta a sensibilizzare e promuovere i valori che il calcio, talvolta in silenzio, trasmette come la solidarietà e la fratellanza tra le persone valorizzandole in tutta la loro diversità", conclude Agostini.

mercoledì 30 settembre 2009

Gruppo rock emergente in Casentino


Oggi vi parlo di un gruppo rock emergente del Casentino che sta crescendo di giorno in giorno.

Venia, un grintoso quartetto composto rispettivamente dalla cantante Debora “Debs” Frosecchi, dal chitarrista Alessandro “Hal” Abignente, dal bassista Francesco “Nunna” Magrini e dal batterista Edoardo “Nedo” Casali. Formatisi nell’inve
rno 2007, i Venia muovono i primi passi in vari locali casentinesi e, dal 2006, iniziano a prender parte a vari Festival in tutta Italia, affiancando anche artisti di primo piano come Goran Bregovic, Punkreas, Carmen Consoli e Max Gazzè. Nel febbraio 2008 hanno inciso il loro primo lavoro, Chiedo..., proponendosi come una rock band altamente energetica e già dotata di un proprio sound personale, con canzoni dai testi impegnati e mai banali ed una spiccata propensione per la dimensione live.

venerdì 25 settembre 2009

Castello di Poppi

I Guidi e Poppi. Binomio storico del Casentino, la culla dell’Arno tra Arezzo e . Il nobile casato e la “città murata” alla cui sommità svetta il castello, protagonisti del Duecento e delle sue guerre. Dei poemi e dei trovatori. Di dame e cavalieri.

L’autunno è la stagione più bella per raggiungere l’antico borgo medievale. I boschi di abeti, pini e frassini s’ infiammano di una gamma di caldi colori verdi che sfiorano il rosso e sfumano in giallo, illuminando le colline con slancio vitale. Paesaggi silenziosi e meditativi in una terra che parla il linguaggio della natura.

Si sale a piedi seguendo il “deng-deng” di Ilario che martella il ferro. Quel suono metallico e ritmato indica la via del centro storico. Poppi regno del ferro battuto, del celebre “panno di lana”, dei conti Guidi e del loro Castello, progenitore di Palazzo Vecchio a Firenze, legato a sordide e affascinanti leggende di amanti, duelli e intrighi.

Cinque sono le porte originarie per accedere al centro. Porta Fronzola, porta a Porrena, porta a Badia, porta dell’Alberghiera e porta delle Monache, proprio sotto al castello dei Guidi. Ancora su sfiorando il seicentesco Oratorio della Madonna del Morbo. Raro esempio di “barocchetto toscano” a pianta esagonale con cupola a squame che deve il nome alla clemenza della Vergine a protezione dalla peste.

Tutto il borgo ha una tipica forma a fuso tagliato al centro dall’attuale via Cavour scortata da edifici e palazzi con la scia di portici, elemento architettonico raro in Toscana, che permettono di passeggiare nel paese in tutta la sua lunghezza, al riparo del maltempo.

La via s’arrampica verso il “pratello”, la piazza d’armi sul quale domina il castello. Questo, racconta Ilario, artista del ferro e cultore di Poppi, era il luogo preferito dai cavalieri per duelli e sfide. Si dice che gli stessi conti Guidi offrissero loro i padrini. Pare avessero fatto costruire un sepolcro per quelli uccisi durante gli scontri.

Clangore d’armi, di spade e d’armature. Sono in diversi, a Poppi, a sentire chiasso ferrigno. Proprio nelle notti ventose, sul piazzale antistante il Castello e nella campagna circostante, teatro nei secoli passati di numerose e sanguinose battaglie.

Il piazzale è oggi un tranquillo giardino. Nulla fa pensare a sanguinosi eventi. S’avvicina il tramonto e il castello si colora d’autunno. Compatto e d’aspetto roccioso. Espressione di forza e solidità. E’ l’impressione che si ha di fronte al maniero. Ammirevole freddezza asimmetrica della doppia facciata. Disorienta e stupisce. Quasi cieca la prima, ingentilita da bifore l’altra.

Sopra svetta la Torre del Diavolo, muta testimone di cruenti fatti. Leggenda e storia si fondono in parole, scritti e detti popolari. Telda, vedova di uno dei conti Guidi, mai sazia di “emozioni”, era solita attirare nel palazzo giovani abitanti del paese e, dopo aver soddisfatto “quei” desideri, li faceva uccidere senza pietà.

Una sollevazione popolare la ridusse prigioniera proprio nella torre dove morì di fame e stenti. Secondo la leggenda quei “poveri diavoli” caduti nella trappola d’amore animerebbero ancora le notti del castello.

Circondato da mura di cinta con merli guelfi, da un ampio fossato e con al centro la torre, fu costruito su un’antica fortificazione longobarda da Lapo, maestro di Arnolfo di Cambio, nel 1274. Abitato per circa quattrocento anni dai “Conti Guidi”, il castello di Poppi è da sempre legato alle sorti di una delle più potenti famiglie toscane.

La trasformazione da vecchio maniero a nobile residenza, tra le più belle della Toscana, si deve al conte Simone da Battifolle. Rafforzò le mura, creò un prestigioso cortile interno e la splendida scala in pietra che porta su, fino alla loggia della torre. In cima, fiero custode ritratto in arme con scudo e spada, c’è Simone.

Se fuori, il castello è freddo e distaccato nella sua bellezza, l’interno è caldo e accogliente nella sua nudità. Si respira la vita dei nobili dell’epoca nei saloni, sui ballatoi in legno e sulla scala del Turriani che sembra muoversi attorcigliata su se stessa. Uno dei rari esempi rimasti in Italia.

Escher deve essere stato qui. Qui, forse s’è accesa la capacità grafica nel creare le sue famose “Scale”. Penombra e fragranza di legno antico nell’antica biblioteca, al piano di sopra. Manoscritti, incunaboli e trecenteschi codici miniati di Jacopo del Casentino. Ma qualcosa ricorda che proprio questa stanza ospita fantasmi di penna. Poeti, scrittori e scrivani di corte che popolarono le storie del Medioevo.

Dall’alto si sbrogliano le mura medievali, viuzze, loggiati, le locande dove si prepara “il tortello di patate” e gli artigiani che chiudono bottega. Mentre il sole volta pagina e stridono le serrande con colpi secchi, in basso di fronte al castello, il volto bronzeo di Dante Alighieri osserva la piana di Campaldino.

Presso i conti Guidi, trascorse alcuni anni del suo esilio. Da Poppi poteva “rimirar” quella valle nella quale fu giovane guerriero. Nonostante la benevolenza dei suoi protettori, qui assaporò e provò, “come sa di sale / lo pane altrui e come è duro calle / lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”.