martedì 23 marzo 2010

I sapori del Casentino su Rai 1

Ecco un'altro filmato andato in onda su rai 1 che parla dei prodotti tipici del Casentino.

giovedì 11 marzo 2010

Progetto case a impatto zero

Sei villette con piscina disposte in cerchio immerse nel verde delle foreste del Casentino a formare un resort energeticamente indipendente, con impianto di fitodepurazione per lo scarico delle acque e senza vincolo di allaccio alla rete del gas. Si chiama Smartvillage il complesso residenziale a impatto zero che sorgerà sulle colline di Poppi.

Il progetto è stato presentato oggi da Mabo, azienda aretina di edilizia industriale, al Salone immobiliare di Firenze.

''Gli studi effettuati sul risparmio energetico e sull'autoproduzione di elettricità - ha detto Stefano Falsini, amministratore delegato di Mabo building - ci consentono di impiegare, sulle nostre costruzioni, sistemi all'avanguardia in grado di garantire l'autonomia di ogni abitazione anche in assenza dei raggi solari necessari al funzionamento dei pannelli solari e fotovoltaici. Insomma, da oggi il gruppo Mabo lancia sul mercato una casa che rivendica la propria indipendenza dagli allacciamenti esterni, che trova nella natura un fornitore unico e che non chiede saldi a fine mese''.

Il progetto nasce dopo la Smarthouse e la Smartschool, la casa e la scuola a basso consumo energetico che si costruiscono in circa due mesi.

sabato 20 febbraio 2010

Perle in Casentino

Chi dice di conoscere il Casentino penso abbia davanti agli occhi sia le bellezze naturali che quelle culturali. Se Camaldoli, La Verna, Poppi e le altre piccole città storiche della valle sono note a livello europeo e alcune anche a livello mondiale, occorre dire che il Casentino offre molto di più. Da tanti anni il mio“otium” preferito è l’approfondimento delle vicende storiche e archeologiche di questa terra fortunata. Strumento fondamentale del mio diletto sono le letture serie: Traversari, Beni, Fatucchi, Scarini, Cherubini e Vannini. Molto interessanti sono anche le tesi assegnate ai loro studenti dai professori appena citati le quali si possono leggere nelle biblioteche comunali. Il Casentino che scopro attraverso le letture, lo verifico poi sul terreno, spesso in solitudine, camminando nella storia. Da qualche tempo non sono più solo a godere di tanta grazia. Le vecchie strade, le “Vie dei muli”, sono le perle sconosciute o ignorate che dovrebbero far parte di politiche culturali appropriate che, invece, non vengono approntate. La Toscana è terra di passaggio tra il nord e il sud della penisola e per questo è ricca di vecchi itinerari. Da ormai molti anni, benemerite associazioni culturali di altre parti d’Italia hanno intrapreso il recupero della Via Francigena sul versante della costa tirrenica, mentre su quella adriatica si lavora alacremente per il recupero della Romea. Recentemente è stato inaugurato il cammino di San Vicinio che, partendo da Sarsina lambisce i crinali della valle includendo nel percorso sia Camaldoli che Badia Prataglia. Il Casentino, un tempo non troppo lontano, era terra di passaggio veloce per la Romagna e per la Valtiberina. La “Via Maestra del Podestà Lodovico”, vera autostrada del tempo, collegava Firenze con Chiusi e Caprese ed è ancora riconoscibile sul terreno in attesa di ripristino. La politica fino ad oggi si è dimostrata incapace di valorizzare questo tesoro, forse perché sono troppe le teste che dovrebbero decidere nell’interesse comune. Avevo segnalato “le vie dei muli” al Convegno su “I Parchi per la tutela dell’ambiente”, tenuto in Palazzo Vecchio il 24 febbraio 1994. Chi volesse saperne di più o rinfrescarsi la memoria può consultare Georgofili , 1994, pp 45-45,52. Gli archivi storici comunali del Casentino sono di estrema importanza, ma solo in alcuni casi ricevono quel rispetto che meriterebbero perché racchiudono la verità delle vicende umane. Una comunità, che non tutela la propria memoria è destinata a cadere nell’alienazione e diventa preda dell’ingiustizia. Sullo stato e sulla corretta gestione di questi tesori non adeguatamente valorizzati rimando al io “Michelangelo nasce in Casentino” ed. Polistampa. Una considerazione particolare deve essere rivolta al volontariato culturale. Il Gruppo Archeologico Casentinese, che lavora in sintonia con la soprintendenza archeologica e con le università, deve godere del massimo sostegno non solo delle amministrazioni ma anche di tutti gli abitanti della valle, perché assicura un valido baluardo contro la distruzione di contesti storici irripetibili. Il ricordo della nascita dei figli importanti di questa terra fortunata dovrebbe costituire una festa di tutta la famiglia casentinese. Ricordo a questo scopo che il 6 marzo ricorre il giorno della nascita di Michelangelo e non credo sia cosa di poco conto. Se i Casentinesi agissero uniti nell’interesse comune, potrebbero rivaleggiare con tutti i contesti civili che gestiscono correttamente la propria culla. Infine vorrei porre l’attenzione sull’importanza degli eruditi, quelli veri, che rappresentano il valore aggiunto di una comunità e dovrebbero essere più ascoltati soprattutto dai politici. Mi auguro che ciascuno faccia la propria parte per il bene del Casentino.


Andrea Manetti

mercoledì 3 febbraio 2010

10 secondi fa: Libro ambientato in Casentino

Ambientato nella verde valle del Casentino, ad Arezzo, si snoda un'esilarante vicenda tra il serio e il faceto, fatta di dramma, goliardia e bullismo. Su tutto risalta la sfumata differenza, seppur profonda, tra l'impulsività dell'adolescenza e il raziocinio riflessivo dell'età adulta.

L'autore Valter Ceccherini sarà presente all'incontro il 7 febbraio 2010 alle ore 18:00 presso la libreria Edison di Arezzo, affiancato dalla prof.sa Maria Teresa Pierallini, docente di lettere presso le scuole medie di Rassina, il dott. Graziano Maggi, guida del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, e il prof. Eugenio Milizia, docente di informatica industriale e personale collaboratore letterario dell'autore. Le letture saranno curate da Rolando Milleri, attore e regista della compagnia teatrale "Il Teatro dei Soci".

L'autore:
Valter Ceccherini è nato a Bibbiena nel 1968. Abita a Partina, una piccola frazione d’origine medievale ai piedi dell’Appennino Tosco-Romagnolo in provincia di Arezzo.

martedì 26 gennaio 2010

La nostra vallata su Google street view

Finalmente, dopo un anno e mezzo (luglio 2008) circa da quando avvistai la Google Car per le vie del Casentino, le immagini panoramiche a 360° della nostra vallata sono state pubblicate !


Sono disponibili i maggiori paesi casentinesi e le strade principali, anche se ancora rimangono diversi “buchi”.

Possiamo quindi fare un salto a Castel San Niccolò, Stia, Pratovecchio, Poppi, Bibbiena, Montemignaio, Castel Focognano, Chitignano, Talla, e la maggior parte delle loro frazioni !



Se siete “fortunati” troverete anche casa vostra, la vostra macchina o forse pure voi stessi.


Suggeritemi le situazioni più divertenti, strane e curiose che trovate, provvederò ad inserirle qui aggiornando il post.


- la Google Car ha avuto la sfiga (conosciuta da molti casentinesi) di iniziare la Consuma dietro la Sita! Chissà che accidenti ! :D Per fortuna dopo un po’, ecco il sorpasso !

Post from Alexit Blog

mercoledì 20 gennaio 2010

Task force per energie rinnovabili: “LE BIOMASSE”

Questo mio scritto, vuol essere teso ad individuare possibili alternative energetiche sfruttabili direttamente qui, nel nostro Casentino.

Bene, mi rendo conto di non essere un esperto in materia; sono consapevole che per esserlo è necessario avere nozioni e titoli tali da chiamarsi almeno : “Dottore, Professore” , o…insomma , avete compreso no... dove voglio arrivare!?

Io invece sono un semplice articolista di Casentino 2000, mi diletto a volte a farmi chiamare “L’operaio scrittore” e in effetti qualcosa, converrete con me che ho compiuto per farmi aggettivare cosi; ma… pretendere di fare l’erudito su tematiche come l’energia e le fonti che possono produrla , è cosa ben diversa.

Per mia cultura personale e un po’ anche per l’hobby che ho (quello dell’articolista) più volte ho espresso le mie opinioni in merito e scritto anche articoli referenti all’argomento: energie sostenibili.

Mi piacerebbe infatti, dato il particolare momento di crisi economica, sociale ed energetica che il nostro paese sta attraversando , iniziare, attraverso una sorta di forum da tenersi qui nel BLOG o in “face book” per esempio( dove in parte se ne è già parlato), a parlare e argomentare queste cose oggi più che mai indispensabili per il nostro vivere e agire quotidiano. Iniziare a farlo anche qui, nella nostra valle e con la auspicabile collaborazione

( una sorta di task force) di esperti in materia , cioè di quelli a cui accennavo in precedenza per capirsi, necessariamente coadiuvati da imprese e amministrazioni pubbliche.

Sarebbe davvero ammirevole e bello che in Casentino le amministrazioni locali , che tra l’altro spero vivamente si uniscano in “una unica e più efficiente amministrazione “, come da qualche tempo si paventa, iniziassero un percorso costruttivo ed intelligente, corroborante per lo sviluppo concreto di queste nuove fonti energetiche. Mettendo via cosi le chiacchiere e riprendersi degnamente la giusta credibilità che gli spetta e che le porrebbe come riferimento anche per le imprese, attraverso una sinergica collaborazione fra burocrazia e tecnologia.

Certo, qualcosa ( almeno sulla carta ) è stato messo in atto ma… non mi pare di intravedere risultati di rilievo. Eppure, proprio Nel nostro territorio, abbiamo a disposizione sia le menti che le tecnologie, che le risorse. Avete capito benissimo cari lettori profani come lo sono anche io che scrivo, le risorse e tutto ciò che serve per poter mettere in essere qualcosa che… se da un lato lo si potrebbe interpretare come un “problema”, dall’altro lo si dovrebbe o meglio lo si deve interpretare come “soluzione del problema”.

Le fonti energetiche eco sostenibili e rinnovabili adatte al nostro Casentino potrebbero essere per esempio : Il fotovoltaico di cui ho già scritto su che cosa è e di come funziona; l’eolico, che potrebbe avere seguito ma… purtroppo necessita di un accurato piano di istallazione relativo all’aspetto del vincolo paesaggistico ( con un po’ di impegno e consapevolezza, forse si potrebbe convenire che tutto sommato è, e resta comunque meno inquinante e dannoso di altre fonti convenzionali) ; i pannelli solari, che tuttavia però sono molto utili per il riscaldamento più che per la produzione di energia propulsiva. In fine, la tipologia che a mio avviso potrebbe essere molto adatta al nostro Casentino, è senza ombra di dubbio quella prodotta dalle Biomasse.

Ecco quindi che a questo punto si capisce dove voglio e dove si dovrebbe arrivare, cioè alla presa in considerazione che forse, sarebbe davvero il caso di cominciare a muoversi e mettere da parte

( almeno per queste cose) la politica, i giochetti di potere ben noti in valle e che usualmente danno origine a delle assurde e ridicole blindature. Iniziare quindi senza se e senza ma, ad usare la testa.

Chi abita, vive e conosce il Casentino da almeno qualche anno, avrà qualche volta prestato attenzione a come sia morfologicamente formato, a quanto verde boscoso ci sia e a quante aree agricole o ex agricole vi siano inutilizzate o dimesse . Avrà fatto caso spero, a quanta legna secca e in decomposizione vi sia nei nelle nostre foreste e il bello è che… questo fenomeno non è riscontrabile necessariamente nelle zone protette come il Parco Nazionale, bensì questo è diffuso anche altrove.

A mio parere insomma sarebbe opportuno che chi ha notato questo, si chiedesse pure se, mantenendone fermamente invariata la bellezza ed il fascino di questa valle , si possa attraverso le nuove tecnologie ed una nuova coscienza ecologica oramai metabolizzata da tutti( di destra e di sinistra) mettere in essere un buon utilizzo di queste terre e di questo suggestivo verde che in essa vi è.

Intendiamoci, non è che con ciò si debba sdoganare tagli indiscriminati di piante, cementificazioni senza senso o deturpazioni varie di paesaggio, casomai il contrario.

Studi accertati e consoni allo scopo permettendo, sarebbe logico pensare che alcune porzioni di terreno meno visibili, stando ovviamente attenti ai vari vincoli da cui potrebbero essere tutelati, vi si potrebbero istallare impianti fotovoltaici comuni per la produzione di energia e atti al fabbisogno di più soggetti. Altre porzioni invece , come per esempio la ex discarica di Bibbiena in loc.le Paline, che il sottoscritto aveva segnalato per una possibile istallazione fotovoltaica, sarebbero sicuramente molto idonee anche e soprattutto alla istallazione di un potente impianto per la produzione energetica a biomassa.

In attesa di possibili collaborazioni di esperti in materia che volessero dare il loro appoggio concreto alla questione per dar vita sul serio a questa iniziativa socialmente ed economicamente importante per la nostra laboriosa valle, mi sono permesso di spulciare attraverso l’utilizzo del web ( di cui io mi avvalgo spesso) alcune nozioni in merito al sistema delle biomasse e di farne quindi anche delle brevi considerazioni rispetto al Casentino.

Le biomasse comprendono vari materiali di origine biologica, scarti delle attività agricole riutilizzati in apposite centrali termiche per produrre energia elettrica. Si tratta generalmente di scarti dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'industria.

  • legname da ardere
  • residui agricoli e forestali
  • scarti dell'industria agroalimentare
  • reflui degli allevamenti
  • rifiuti urbani
  • specie vegetali coltivate per lo scopo

Trarre energia dalle biomasse consente di eliminare rifiuti prodotti dalle attività umane, produrre energia elettrica e ridurre la dipendenza dalle fonti di natura fossile come il petrolio.I biocombustibili sono un'energia pulita a tutti gli effetti. Liberano nell'ambiente le sole quantità di carbonio che hanno assimilato le piante durante la loro formazione ed una quantità di zolfo e di ossidi di azoto nettamente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili. In relazione a quanto sopra detto relativamente a porzioni di terreno dimesso ecc le opere di ri/conversione permettono di recuperare terreni altrimenti abbandonati da destinare alla produzione di biomasse e contemporaneamente migliorare la qualità dell'aria che respiriamo. Le piante svolgono infatti un'importante funzione di "polmone verde" del pianeta, riducendo l'inquinamento e l'anidride carbonica contenuta nell'aria. Le coltivazioni dedicate esclusivamente a produrre biomasse da destinare alla produzione elettrica non fanno eccezione a questa naturale caratteristica delle piante. Il fatto che l'energia dalle biomasse si basi soprattutto sugli scarti di produzione delle attività produttive è un'ulteriore vantaggio economico e sociale in quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in modo ecologico. La Finlandia rappresenta l'esempio più calzante per descrivere l'importanza delle biomasse e le possibilità di utilizzo. Gran parte degli scarti della lavorazione della carta e del legno dell'industria finlandese sono destinati alle centrali termiche per produrre energia dalle biomasse. Evitando in questo modo di dover stoccare gli scarti in discariche o pagare per il loro incenerimento.Quello che un tempo era un costo da sostenere si è oggi trasformato in un'opportunità da non perdere e da sfruttare per produrre preziosa energia elettrica.Va comunque fatta attenzione al concetto di biomassa, per non confonderlo con quello della termodistruzione dei rifiuti. Le biomasse sono esclusivamente scarti di origine vegetale e non vanno confusi con i rifiuti delle attività umane. Per ridurre l'impatto ambientale è inoltre necessario che le centrali siano di piccole dimensioni ed utilizzino biomasse locali, evitando in questo modo il trasporto da luoghi lontani. Fonti utilizzate: www.ecoage.it

Detto ciò, che ne dite…vale la pena o no provare a capirne e volerne di più. Da quanto si evince da suddette nozioni,queste “benedette” biomasse parrebbero proprio calzare a “fagiolo” per il nostro verde e laborioso Casentino.


Valter Ceccherini

venerdì 15 gennaio 2010

Video sul parco nazionale delle foreste Casentinesi

Come spesso accade su internet si trovano le cose più belle solo per caso. Ed è proprio successo così con il video che vi presento in questo post.
Si tratta di un montaggio di filmati girati all'interno del parco Nazionale delle foreste Casentinesi. Il video riesce a riassumere in 9 minuti le bellezze naturali e animali che si possono scoprire nella nostra splendida terra. Devo dire la verità, alcuni dei posti impressi sul montaggio non sono riuscito a riconoscerli, forse una piccola descrizione o qualche titolo poteva essere inserita o forse non sono un casentinese DOC ;)
Comunque i filmati sono bellissimi, di ottima qualità e originalità nelle angolazioni di ripresa.
Finalmente si sta facendo qualcosa per far apprezzare e far conoscere il Casentino e il suo parco, speriamo non sia un caso isolato.
A questo punto vi consiglio vivamente di gustarvi il video fino alla fine.
Sicuramente chi non è mai stato a passeggiare nelle foreste casentinesi, dopo questo video segnerà una data nella propria agenda per un uscita in questo splendido territorio.
Buona visione!